Le persone che hanno partecipato

Gianluigi Scannapieco

Gianluigi Scannapieco

Nato il 16 Agosto del 1957.  E' Direttore Generale dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste.

Si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Padova, dove ha conseguito successivamente le specialità in Medicina Interna, Cardiologia, Igiene e Medicina Preventiva, e si è perfezionato in Angiologia medica.  
 
E' autore o coautore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche. Dopo la laurea, ha iniziato la carriera come Medico di Medicina Interna all’Ospedale di Marostica. È diventato successivamente Aiuto alla Divisione di Medicina I all’Ospedale Civile di Venezia, responsabile della Fisiopatologia Circolatoria all’Azienda ULSS 12 Veneziana e infine Dirigente della Medicina I all’Ospedale di Treviso.
 
Tra le varie esperienze  è stato Direttore del Dipartimento strutturale Innovazione, Sviluppo e Programmazione - Azienda ULSS 9 Treviso (2013) e Direttore Sanitario dell'Azienda Ospedaliera di Padova (2015)
 
 
Torna all'elenco completo

Ha partecipato a:

Bisogni e prospettive delle reti di presa in carico e cura dei bambini con esiti di patologia: un’alleanza per la qualità e l’efficienza

Roma, 21 settembre, 2017 | 10:30

La giornata dei lavori si apre con le relazioni dei clinici che vivono con i piccoli pazienti e i loro familiari la formazione di bisogni ad alta complessità socio-sanitaria non più affrontabili con semplice erogazione di prestazioni o con interventi isolati sia dal punto di vista temporale sia professionale. Sono bisogni che comprendono disabilità (sia congenite che acquisite) e malattie croniche e richiedono la strutturazione di un intervento di salute specifico. Come dicono gli interventi della seconda sessione, è un’assistenza fornita ai bambini e alle loro famiglie attraverso una presa in carico da parte di una rete composta di soggetti di diversa professionalità (medici ospedalieri e territoriali, infermieri, psicologi, riabilitatori) e di servizi distinti (presidi sanitari, supporti legali, educativi). Come garantire, in età pediatrica e adolescenziale, transizione e continuità delle cure sia in fase di stabilità sia in quella di acuzie, sia nella vita domestica sia in quella scolastica? Questa l’istanza che verrà portata alla politica regionale e a quella di governo nel corso della tavola rotonda conclusiva.