Le persone che hanno partecipato

Umberto Nocco

Umberto Nocco

Umberto NOCCO si è laureato in Ingegneria Meccanica a indirizzo Biomedico nel 1999 presso il Politecnico di Milano. Dopo una esperienza nella Ricerca e Sviluppo in una azienda produttrice di apparecchiature elettromedicali, dal 2002 è Responsabile del Servizio di Ingegneria Clinica dell’AO Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese.
Il Servizio svolge le mansioni storiche dell’Ingegneria Clinica e, dal 2002, provvede direttamente all’espletamento delle gare di appalto per l’acquisizione di apparecchiature elettromedicali. Ha ricoperto anche l’incarico di RUP per attività di edilizia sanitaria all’interno dell’AO. Nell’Ottobre 2012 ha ricevuto anche l’incarico di Direttore ad interim della S.C. Approvvigionamenti e risorse alberghiere.
Dal 2003 al 2012 è stato professore a contratto presso l’Università degli Studi dell’Insubria nell’ambito del corso di laurea in “Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare” e nell’ambito del “Master di II livello in Elettrofisiologia e Elettrostimolazione”. Dal 2011 è docente per il Master di II livello in Ingegneria Clinica presso l’Università di Pavia.
Collabora stabilmente con il Politecnico di Milano nell’ambito di temi quali l’organizzazione sanitaria, l’Heath Technology Assessment e il Risk Management.
Principali interessi nel campo della ricerca tecnico organizzativa sono l’Information Technology e l’HTA. Ha partecipato a numerosi convegni nazionali in qualità di relatore e pubblicato alcuni lavori su riviste nazionali e internazionali (Int. J. Technology Assessment in Health Care, Int. J. Computer Assisted Radiology and Surgery, Tecnica Ospedaliera) e presentato lavori a convegni internazionali (SPIE Medical Imaging nel 2006 e nel 2007, CARS 2006 e 2010, HTAi 2012).

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Ha partecipato a:

L’accountability dell’innovazione in Sanità

Roma, 21 Settembre, 2017 | 11:45

Anche l’innovazione tecnologica di matrice “informatica”, in Sanità, deve seguire logiche e modelli ampiamente consolidati in ambiti come quello relativo ai farmaci e ai dispositivi.
Innovare tanto per farlo o per seguire un trend, non conduce da nessuna parte se non lungo il versante dello spreco di risorse sempre più scarse.
Occorre definire e implementare meccanismi di valutazione ex-ante ed ex-post per tutte le iniziative di digitalizzazione in ambito sanitario, mutuando modelli quali l’Health Technology Assessment.

È anche necessario, ed ormai improcrastinabile, affrontare il tema del procurement innovativo: non è forse più possibile comprare innovazione tecnologica seguendo le regole che governano l’acquisto di beni “ordinari”, in un contesto ad elevatissima natalità di soluzioni e paradigmi rivoluzionari.

Partenariato pubblico-privato, contratti basati sul raggiungimento di performances condivise ex-ante, operazioni di finanza di progetto e affidamento in concessione sono alcune delle “parole d’ordine” più utilizzate in teoria e meno nella prassi quotidiana. Occorre superare la liturgia della parola, passando ai fatti: per farlo, è necessario che tutte le parti in causa (a partire da ANAC e Corte dei Conti) si confrontino con l’obiettivo di giungere in tempi stretti all’emanazione di linee guida capaci di affrancare le stazioni appaltanti dall’ansia del “foglio bianco”, della decisione presa in assenza di punti di riferimento sicuri.