Le persone che hanno partecipato

Gen. B. A. Andrea Argieri

Gen. B. A. Andrea Argieri

Il Generale di Brigata Aerea Andrea Argieri è un Ufficiale Pilota dell’Aeronautica Militare in servizio dal 1989.  Allievo del corso “Leone 4°” presso l’Accademia Aeronautica, ha conseguito il brevetto di Pilota Militare presso la scuola di volo aviogetti “Euro-NATO Joint Jet Pilot Training” di Sheppard (USA).  Laureato in “Scienze Aeronautiche”, ha inoltre conseguito la laurea magistrale in “Scienze delle Informazioni” presso l’Università di Bologna e il master in Scienze della Difesa presso il King’s College di Londra.

Il Generale Argieri ha al suo attivo più di 2.800 ore di volo, di cui oltre 2.000 su quattro generazioni di aviogetti: F-104 “Starfighter”, F-16 “Fighting Falcon”, Eurofighter F-2000 “Typhoon” e F-35 “Lightning II”.

Nel corso della sua carriera dirigenziale ha ricoperto incarichi presso il 4° Reparto “Logistica” dello Stato Maggiore Aeronautica e presso il  IV Reparto del Segretariato Generale della Difesa/DNA.  Dal 2015 al 2017 è stato Comandante del 32° Stormo di Amendola, primo reparto europeo a dotarsi di velivoli F-35 e unica base italiana deputata all’attività operativa, addestrativa e tecnica degli aeromobili a pilotaggio remoto (APR) “Predator” MQ-1C e MQ-9B. Dal 2107 è in servizio presso lo Stato Maggiore della Difesa, 3° Reparto, “politica militare e pianificazione”, attualmente in qualità di vice capo reparto pianificazione generale.

Il Gen. Argieri è sposato e ha due figlie.

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Ha partecipato a:

Il contributo della Difesa alla ripresa del Paese

Roma, 25 Giugno, 2021 | 15:45

Nell’ultimo anno, le Forze Armate hanno dimostrato di costituire fondamentale presidio di resilienza nazionale e affidabile risorsa in supporto alla gestione delle emergenze. Il ruolo della Difesa, peraltro, non si esaurisce nel citato aspetto, ma sarà significativo anche nel più ampio contesto della ripresa economica del Paese.

Le Forze armate, nell’ottica sinergica del sistema Paese, contribuiscono allo sviluppo tecnologico e produttivo delle industrie nazionali con le naturali ricadute in termini di indotto occupazionale, economico e competitivo. Il coinvolgimento della Difesa nelle prossime fasi realizzative del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) si presta, dunque, ad un’estensione assai più pervasiva di quanto potrebbe ritenersi ad una prima analisi. In termini di capacità di innovare, infine, l’obiettivo è quello di adeguare, anche impiegando il paradigma dell’Open Innovation, la propria fisionomia al nuovo ruolo nelle organizzazioni e alleanze di riferimento, attraverso competenze maggiormente diversificate e di eccellenza, con particolare attenzione agli aspetti tecnologici e alla nuova cornice etico-legale, ricercando il rafforzamento della resilienza e contemplando gli aspetti di sostenibilità e multidimensionalità.