Le persone che hanno partecipato

Eleonora Andreatta

Eleonora Andreatta

Eleonora Andreatta nata a Bologna nel 1964 è  la prima donna alla guida di Rai Fiction.
Dopo la laurea in Letteratura Italiana all'Universita' di Bologna, ha iniziato la sua carriera nel mondo dei media lavorando all'Academy Pictures, una delle prime e piu' qualificate societa' di distribuzione cinematografica in Italia.
Ha iniziato a lavorare per la RAI nel 1995, prima come consulente editoriale per progetti di fiction di stampo internazionale, come la La Bibbia e la Piovra 9, poi – dal 1998 – come responsabile  della programmazione di Cinema e Fiction di Rai1.
Nel 2006 e' passata a Rai Fiction come responsabile della struttura Coproduzioni e Serie. Dal settembre 2012 è Direttore.
Il racconto dell’Italia contemporanea, con un’attenzione particolare al protagonismo femminile, la fiction civile, le grandi coproduzioni internazionali, insieme a una decisa apertura alla crossmedialità e alle serie web, sono alcuni elementi chiave della fiction Rai di questi anni.
Un altro obiettivo fondamentale è la promozione dell’industria nazionale dell’audiovisivo, con il rifiuto della delocalizzazione della produzione di fiction, e con il varo di un sistema di accesso a Rai Fiction trasparente e online per la presentazione di progetti da parte delle società di produzione.

Torna all'elenco completo

Ha partecipato a:

Infrastrutture e reti metropolitane per il rilancio del Paese

Fiera di Bologna | Bologna, 23 Ottobre, 2014 | 10:00

Tra i gap che non permettono al nostro Paese di decollare c’è quello infrastrutturale. L’Italia deve completare l’infrastrutturazione fisica e digitale bloccata ormai da troppo tempo. Deve trovare le soluzioni (finanziarie e di concertazione con il territorio) per portare a termine le sezioni italiane dei corridoi europei dei trasporti. Deve dare la giusta importanza all'infrastruttura digitale, fondamentale per sostenere adeguatamente la nuova fase dello sviluppo. Deve superare il gap di reti di trasporto metropolitano su gomma e ferro nelle città a partire dalle aree urbane di maggiore dimensione (secondo quanto previsto – per altro – dalle direttive europee). Deve progettare scenari a medio/lungo termine in cui la mobilità sostenibile abbia un ruolo centrale come elemento di salvaguardia ambientale, di innalzamento della vivibilità e qualità della vita nelle città e di sviluppo economico.